Obiettivo del progetto Leaving violence. Living safe è anche contribuire al miglioramento delle politiche e degli interventi che riguardano le donne migranti richiedenti asilo e rifugiate che hanno subito o si trovino in situazione di violenza di genere, sia attraverso l’interlocuzione con le istituzioni che a livello locale, nazionale e internazionale definiscono e attuano misure che hanno o possono aver un impatto sulla loro condizione, che attraverso la diffusione di comunicati stampa sulle attività realizzate dal Progetto e tematiche ad esso connesse.

Le Proposte strategiche per un sistema antiviolenza inclusivo

Lo strumento principale per le attività di advocacy è costituito dal documento Leaving violence. Living safe – Proposte strategiche per migliorare la risposta del sistema antiviolenza italiano ai bisogni specifici di donne migranti richiedenti asilo e rifugiate che hanno subito violenza.

Il documento è frutto di un laboratorio che si è svolto online il 27 e 28 novembre e il 4 dicembre 2020, coinvolgendo operatrici, mediatrici culturali, avvocate, psicologhe, esperte in diritti umani e violenza di genere e coordinatrici dei 71 centri antiviolenza che tra il 2017 e il 2020 hanno preso parte alle attività del progetto, coordinato da D.i.Re insieme a Unhcr. Esso prevede proposte di azioni che dovrebbero essere attuate – con un approccio sistemico e di collaborazione operativa – dalle istituzioni ai vari livelli (nazionale, regionale, locale), dai servizi pubblici (sanitario, sociale, della formazione e del lavoro) e dagli attori della società civile che intervengono nel supporto a donne migranti, compresi i centri antiviolenza e le organizzazioni comunitarie create da persone di origine straniera.

Il documento è stato presentato al pubblico il 15 dicembre 2020 con una conferenza stampa online cui ha preso parte la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sui bisogni specifici delle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate in situazione di violenza in vista della definizione del nuovo Piano nazionale antiviolenza 2021-2023.

Donne richiedenti asilo e rifugiate negli altri strumenti di advocacy elaborati da D.i.Re

Riferimenti al miglioramento della condizione delle migranti richiedenti asilo e rifugiate sono stati inclusi in altri due importanti strumenti di advocacy elaborati da D.i.Re:

 Advocacy e pandemia Covid19

L’impatto della pandemia Covid19 sulle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate è stato oggetto di una specifica azione di advocacy. Con il contributo dei centri antiviolenza aderenti al progetto è stata realizzata l’indagine Emergenza sanitaria e confinamento: l’impatto sull’accoglienza di donne richiedenti asilo e rifugiate, diffusa con un comunicato stampa.

D.i.Re ha inoltre sottoscritto il documento di ASGI – Associazione studi giuridici sull’immigrazione Emergenza Covid-19. L’impatto sui diritti delle/dei cittadine/i straniere/i e le misure di tutela necessarie: una prima ricognizione per chiedere interventi specifici nell’ambito delle misure attuate per contenere la diffusione della pandemia.

 I centri antiviolenza nel sistema di accoglienza di richiedenti asilo e rufugiate/i

L’azione di advocacy promossa dal progetto Leaving violence. Living safe mira anche al riconoscimento dei centri antiviolenza come attore imprescindibile tra i soggetti che si occupano di supporto e tutela alle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate delle donne migranti richiedenti asilo e rifugiate, sia da parte delle istituzioni sia da parte dell’opinione pubblica.

Per questo nel 2020 in occasione dei 16 giorni di attivismo contro la violenza sulla violenza contro le donne indetti dalle Nazioni Unite (25 novembre – 10 dicembre) sono stati realizzati 3 video animati che raccontano il supporto offerto dai centri antiviolenza dal punto di vista di una operatrice, di una mediatrice culturale e di una donna rifugiata.